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Giornata di lavoro finita, mille-mila telefonate fatte, milioni di parole spese eccetera eccetera. Normale amministrazione insomma. Il mio primo pensiero, rientrando a casa dopo le 21 (lo ammetto) era quello di mettermi qualcosa sotto ai denti, riempirmi finalmente la pancia e rilassarmi un po’ guardandomi in streaming qualche pellicola rimasta indietro. No, non è un altra accusa alla televisione.. semplicemente sfido chiunque ad arrivare allo schermo dopo le 21,30 e trovare un film (decente) non ancora iniziato; sarò all’antica ma certi riti mi piace farli per bene e con tutta calma. Ma.

Mi arriva un messaggio improvviso, lo leggo e rido. Sì, quella è stata la mia prima reazione. Motivo? Un presidente del consiglio (Letta) si dimette e, subito dopo al suo posto un altro prende il suo posto (Renzi). La logica vuole che sia un passaggio normale, qualcosa di previsto e prevedibile. Ma. Questa volta il “Ma” di turno lo metto io. Sorge una domanda scontata: Chi l’ha votato?
Per quanto riguardò Monti (il passato remoto è d’obbligo considerando la sparizione volontaria di questi), apprezzamenti ed insulti a parte, la cosa aveva avuto un iter di un certo tipo; governo d’emergenza si diceva. Ma quando mai si è visto subentrare un altro Presidente per sedersi sulla poltrona fino alla fine del mandato (tradotto fino al 2018) senza che nessuno lo avesse votato? Uno scherzo? Un pesce d’aprile anticipato per le troppe allerte meteo dovute ad un ennesimo inverno iperprostatico quanto a precipitazioni? Apparentemente no.

Parliamo – senza giudizi politici – di una sola persona che Ora ricopre contemporaneamente i seguenti incarichi istituzionali: Sindaco di Firenze, Presidente PD (no, non è l’acronimo di una bestemmia ma sta per Partito Democratico) ed Ora Presidente del Consiglio. Gli concedessimo ad honorem la presidenza della CGL ed una a vostra libera scelta si alzerebbe di scatto urlando a pieni polmoni TOMBOLA!!!!!! Purtroppo c’è poco da ridere, l’Italia non è una Repubblica (ad onor del vero stando alle votazioni saremmo ancora una Monarchia ma non ditelo in giro, siamo italiani dopotutto) Presidenziale ma.. in questo momento inizio a dubitarne. Se un anarcoide – come il sottoscritto – sembra orientato verso nuove votazioni legittime.. beh, vuol dire che qualcosa che stona c’è. Il terno è già stato estratto, il montepremi si riduce a sole due ultime caselle libere.

Non so voi, francamente sto rimpiangendo i cari vecchi pompini associati al PD.

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Cogito ergo.. Bum!

Pubblicato: febbraio 12, 2014 in Uncategorized
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Guarda la tv, accendi il pc, vai a lavoro. Paga le tasse e vai in vacanza, possibilmente in bassa stagione. Assicura la macchina e la casa, ascolta la radio. Ricordati di leggere il giornale quando sei ancora a corto di caffeina e con il cervello in stand-by. Assimila tutto, fallo ogni volta che vuoi senza porti domande. Mangia leggero e fai colazione da Mc Donald.
Ricordati che sei una persona libera ma delega sempre qualcuno a prendere per te le decisioni basilari della giornata. Accendi un mutuo a tasso variabile, non preoccuparti della crisi. Compra sempre l’ultimo modello di iPhone, non si sa altrimenti per quanto potrai godere degli aggiornamenti e delle applicazioni gratis.

Non dire alla tua compagna che la ami, non a voce: mandale un sms. Pubblica su facebook tutte le tue foto, possibilmente taggando gli amici e con una bella faccina sorridente a chiudere il tutto. Sappi che su Mediaset Premium dal 2015 al 2018 la champions sarà in esclusiva. Vai in chiesa ma non leggere la Bibbia, lascia che te la racconti il prete. Non parlare in pubblico di cose serie, potrebbero ritenerti una persona superficiale. Vai a letto presto ma bevi responsabilmente. Scommetti alla Snai la mattina e gioca prima di addormentarti a poker in rete; il lotto è sempre disponibile dopotutto in tabaccheria.

Abbonati ad un mensile di benessere, vai in palestra e resta abbronzato tutto l’anno: le donne di strada apprezzano chi si tiene in forma. Depilati. Segui la maggioranza ed evita di appesantirti il cervello con dubbi inutili. Sorridi il meno possibile in privato, mantieni l’originalità in pubblico. Usa sempre citazioni famose, non scervellarti a buttare giù qualcosa di tuo. Se puoi non pensare, potresti passare per eversivo. Non opporti alla pubblicità, assecondala. Un bel culo ha sempre ragione e lo sai anche tu. Comprati un tablet ma stai lontano dalle biblioteche. Connettiti wireless, saluta gli amici via web. Non pensarci troppo. Non pensare.

Non pensare.

Bum.

Quelle foto che non trovo più

Pubblicato: febbraio 11, 2014 in Uncategorized
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Ultimamente provo una discreta insofferenza verso le foto patinate che inondano quotidianamente qualsiasi genere di media: da internet alla televisione passando per i manifesti od i trailer cinematografici. Non riesco a capire che cosa ci si di bello nel totale annullamento dell’imperfezione, nel surclassare il realismo in cambio di una sterile campionatura di microscopici pezzetti di carne ormai ignari di quello che avrebbe dovuto essere il proprio posto.

A me piacciono le foto sbagliate, quelle un po’ mosse con la messa a fuoco tarata così sul momento. Quelle immagini che parlano di un momento vero che difficilmente ritornerà uguale a come è stato. Amo quelle sbiadite un po’ rovinate dal tempo. Mi fanno morire ogni volta che mi capita di vederne in giro per ogni dove. Forse è una sorta di malattia, un qualcosa da cui dipendo sotto il profilo estetico ed emotivo. Forse, ma non me ne può importare di meno.

Provo una qualche forma di compassione per chi si nasconde dietro quegli effetti bellissimi ed articolati, chi crede che siano quelli gli scatti che li rappresentino al meglio. Che riescano a pensare di essere davvero così. Oddio la finzione può essere sul serio il ritratto di qualcuno ma.. questa è un’altra cosa. E’ maledettamente triste eppure più comune di qualsiasi altro comportamento standardizzato. Una moda delle immagini fotografiche, da sbandierare una identica all’altra ma con nomi diversi.

Io sono unica, lo vedi?
Sono la dea della notte.
Sono sola e vestita di niente,
ma con le mie amiche.
Nessuno mi capisce
ma le amike perfette sono bellissime.
Sono perfetto da sotto il mio ciuffo
guardandoti dal basso verso l’alto.
Emotivo statico depresso bellissimo
ma devo farlo vedere a tutti.
Nessuno capisce nessuno
ma tutti, qui, guardano me.

Che ci credano sul serio i ragazzini, avranno il tempo di crescere più avanti. Che ci credano le vecchiette addobbate come una strobo da discoteca all’età di quasi due terzi di secolo. Che ci credano tutti, viva le foto banali che si fanno con i cellulari davanti allo specchio. Facciamo vedere sui social media quanto siamo tutti diversi.

Che amarezza.