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Sotto quest’epigrafe un po’ altisonante torno alla ribalta nello scrivere due righe. Era da tempo che non riuscivo a ritagliarmi spazio sufficiente per mettermi seduto e battere sulla tastiera un pensiero che fosse più lungo di una sillaba. Beh, ora cercherò di compensare con uno – più o meno – degno di nota.Siamo un paese divertente, privo di coerenza ma sicuramente degno del termine “Italia”

Two pt.1Basta poco dalle nostre parti per far storcere il naso ai benpensanti ed ancora meno per farli cadere in imboscate cul-turali (il trattino lo capirete tra poco) degne di una gag televisiva. Un esempio? L’erotismo.
Orde di indignati per un nudo quando l’arte classica nasce basandosi proprio su quest’aspetto elementare della vita. Nello stivale però si nasce vestiti, è risaputo: siamo o no la capitale mondiale della Moda?
Erotismo e pornografia evidentemente sono considerati sinonimi, forse per via della crisi si cerca di risparmiare tempo e carta (plausibile), forse l’ignoranza va a braccetto con l’ipocrisia.

Non sto inventando nulla, basti guardare le classifiche di vendita di romanzi per avere tra le mani un dato significativo; qual’è stato uno dei successi letterari (probabilmente immeritati) più promossi negli ultimi tempi? La risposta è una, e nemmeno divertente: 50 sfumature di grigio.

Di cosa parla in termini semplici? Un ricco incontra una ragazza e se la ripassa in ogni modo possibile ed inimmaginabile lasciando poco all’immaginazione. Ma non c’è nulla di “visivo” quindi va bene. Questa è la logica con la quale mi vedo a fare i conti un giorno sì ed uno pure sui social network ed altre sedi (principalmente italiane ovviamente), questa è la linea di pensiero che ha portato un maestro del calibro di Milo Manara alla più celebre fama all’estero quanto – tristemente per i più – ad un nome quasi senza una faccia dalle nostre parti.

Mi sorge spontanea una piccola citazione del buon Elio e le Storie Tese:

Evviva l’Italia evviva la Bulgaria che ci ha fatto dono del pippero!

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Enotica 2014

E’ da qualche giorno che non riuscivo a mettermi buono a scrivere due righe, un po’ per impegni vari e – per fortuna – anche per via dell’avvicinarsi del festival dedicato all’eros ed al vino che (per tre anni di fila) mi ha visto tra i “chiamati” a partecipare in veste di artisti: Cin cin! Ora che manca solo una manciata di ore all’inaugurazione di Enotica 2014, e personale annessa, vi racconto un piccolo aneddoto. Quest’evento personalmente sarà un esperimento che – ad oggi – non ho mai provato. Si sente in giro di pittori ed artisti particolarmente gelosi delle proprie scelte, di gusti difficili ed astiosi all’idea di modificare in corsa le cose che si erano pensate con largo anticipo. Bene, questa personale vuole essere per quanto mi riguarda uno strappo netto a questa regola. Un’eccezione.

Le persone sono il fulcro di un evento, ancora prima di quanto vi sia esposto, ed è secondo questo pensiero che.. non è stato il sottoscritto a scegliere le stampe che saranno esposte all’evento. Francamente, ed è una cosa che mi fa impazzire di curiosità se proprio devo dirla tutta, non so neppure quali saranno esposte. Strano? Dipende. Sono abituato all’idea che gli artisti vogliano dare un proprio taglio di lettura – il proprio percorso che dir si voglia – al pubblico. Così facendo si cerca di instaurare un rapporto calcolato all’origine. E’ lo standard, chiunque abbia partecipato ad un qualsiasi allestimento potrà confermarlo. Qui l’idea è esattamente quella di mettere chi espone (in questo caso il sottoscritto) nella posizione di spettatore, ribaltare i ruoli. Volevo – e voglio – vedere in che modo si vedeva il mio lavoro, capire un po’ come potevo essere tradotto e recepito negli occhi di chi guarda.Così è stata l’organizzatrice – colei alla quale devo la mia presenza all’evento – a fare in mia vece tutto l’ambaradan del caso, ha scelto il materiale, luogo, disposizione. Quanto vedrete corrisponderà esattamente a ciò che vedrei io stesso per la prima volta. Una posizione equa, qualcosa che metta un po’ tutti – come giusto – sullo stesso piano.

Non ho idea di come andrà a finire, quali saranno i risultati e quanto ne segua ma, per quanto mi riguarda è già stato un pieno successo. Che dire, auguro a tutti coloro che vedranno la mostra una buona visione e – chiaro – un buon divertimento.