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Nella mia vita ho avuto la fortuna di vedere un milione di cose, ci è voluto parecchio tempo intendiamoci; non è roba che metti insieme in quattro e quattr’otto. Trent’anni e qualche cosa a volerla dire proprio tutta. Buona parte è trascurabile, altrettanta sono errori. Poi c’è quel piccolo orticello di eccezioni per le quali vale la pena alzarsi dal letto la mattina.
Il silenzio del buio in una stanza mentre il resto della città fuori dalla finestra pare trovarsi a migliaia di chilometri di distanza. Il soffio di un vecchio ventilatore sgangherato che ti rinfresca la pelle fradicia di sudore. Cose così piccole che passano in sordina se non si ha un attimo di tempo per mettersi a cercarle. Il trucco credo che sia tutto qui, mettere insieme milioni di attimi per racimolare milioni di piccole cose. Ecco fatto.

La verità è che mi piacciono i dettagli. Non che siano tutto questo granché a voler vedere ma è grazie a loro se una cosa la consideriamo o passiamo oltre senza batter ciglio. Un odore, una piccola macchia od un sassolino nella scarpa. Metti caso che stai camminando per la tua strada lungo il marciapiedi e senti questo fastidio sotto il piede. Il semaforo per i pedoni è verde, le strisce sono lì a pochi metri ma rallenti il passo, magari inveisci contro il tuo cane per la precedente passeggiata sulla spiaggia, e te lo togli. Proprio in quel momento una macchina passa col rosso e ti avrebbe falciato senza ombra di dubbio. Il sasso ti ha salvato, od il cane. Dettagli. Capite adesso?

Iniziamo da qui

Pubblicato: febbraio 5, 2014 in Uncategorized
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Stiamo andando alla deriva col benestare di tutti, o quasi; ci stanno togliendo l’aria dai polmoni giurandoci un futuro. La libertà di comunicazione è morta tempo fa e sul web l’unica via d’espressione “libera” – si spera – sono rimasti i blog. Ed eccomi a crearne uno.

Sono sempre stato scettico a riguardo, ho sempre avuto una certa diffidenza verso questo tipo di comunicazione “uno a molti” ma, al momento non trovo altre strade. Mi occupo di arte e comunicazione da oltre dieci anni e, anche per questo, ho perso completamente fiducia in ogni tipo di media: non so come andrà a finire ma.. come si suol dire “da qualche parte bisogna incominciare”.

Questo primo appunto vuole essere per me un piccolo promemoria, qualcosa da tenermi stretto nei giorni a venire, quell’idea secondo la quale nel preciso momento in cui si ha qualcosa da dire è bene farlo senza starci troppo a pensare. La giro anche a voi in caso possa tornarvi utile, stimolare qualche sinapsi ad interagire nello smuovere questo piattume nel quale ci stiamo auto-confinando a vivere per il resto dei giorni. Ecco fatto.

Iniziamo, inizio, da qui

think now

ink on a4 paper
Filippo Vassallo 2013