Posts contrassegnato dai tag ‘censura’

Sotto quest’epigrafe un po’ altisonante torno alla ribalta nello scrivere due righe. Era da tempo che non riuscivo a ritagliarmi spazio sufficiente per mettermi seduto e battere sulla tastiera un pensiero che fosse più lungo di una sillaba. Beh, ora cercherò di compensare con uno – più o meno – degno di nota.Siamo un paese divertente, privo di coerenza ma sicuramente degno del termine “Italia”

Two pt.1Basta poco dalle nostre parti per far storcere il naso ai benpensanti ed ancora meno per farli cadere in imboscate cul-turali (il trattino lo capirete tra poco) degne di una gag televisiva. Un esempio? L’erotismo.
Orde di indignati per un nudo quando l’arte classica nasce basandosi proprio su quest’aspetto elementare della vita. Nello stivale però si nasce vestiti, è risaputo: siamo o no la capitale mondiale della Moda?
Erotismo e pornografia evidentemente sono considerati sinonimi, forse per via della crisi si cerca di risparmiare tempo e carta (plausibile), forse l’ignoranza va a braccetto con l’ipocrisia.

Non sto inventando nulla, basti guardare le classifiche di vendita di romanzi per avere tra le mani un dato significativo; qual’è stato uno dei successi letterari (probabilmente immeritati) più promossi negli ultimi tempi? La risposta è una, e nemmeno divertente: 50 sfumature di grigio.

Di cosa parla in termini semplici? Un ricco incontra una ragazza e se la ripassa in ogni modo possibile ed inimmaginabile lasciando poco all’immaginazione. Ma non c’è nulla di “visivo” quindi va bene. Questa è la logica con la quale mi vedo a fare i conti un giorno sì ed uno pure sui social network ed altre sedi (principalmente italiane ovviamente), questa è la linea di pensiero che ha portato un maestro del calibro di Milo Manara alla più celebre fama all’estero quanto – tristemente per i più – ad un nome quasi senza una faccia dalle nostre parti.

Mi sorge spontanea una piccola citazione del buon Elio e le Storie Tese:

Evviva l’Italia evviva la Bulgaria che ci ha fatto dono del pippero!

Corpo di donna

Pubblicato: febbraio 16, 2014 in Uncategorized
Tag:, , , , ,

Daydream awaits

Perché tanto interesse al nudo femminile? Questa è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso, uno dei motivi – la scelta del soggetto – che mi è costata decine di blocchi e censure su facebook. Io rispondo con un’altra domanda: ti sei mai guardato/a intorno? E’ tutto riassunto lì il discorso. Siamo circondati da pornografia mascherata (spesso nemmeno molto) ma sembra che non ci sia fastidio nell’esserne costantemente fruitori passivi. Il discorso cambia – evidentemente – in ambito artistico.

Una velina nuda va sulle riviste, un quadro di nudo viene censurato

Il succo è questo. E’ un po’ l’equivalente di esser “tacciati” di strumentalizzare il corpo femminile (per mia gioia ancora non mi è accaduto) quando, in realtà l’intento è quello di porre agli occhi – bellezza a parte – la realtà del mondo che ci circonda. Il nudo è tra i pilastri della pittura ma ultimamente sembra un discorso incomprensibile.
Sono dell’idea che sia fondamentale – per chi ricorra alle arti visive – cercare di rappresentare la contemporaneità e, non vogliatemene, quella che vedo è basata proprio sulla volgarità.
Ecco quindi perché ritengo sia un frangente da non ignorare, non tanto per l’erotismo in sé quanto per il numero di domande che dovrebbe porre. Certo un’immagine forte attira prima di tutto lo sguardo ma – del resto è lo scopo – non è forse questo lo scopo di un lavoro visivo? Il punto sarebbe il far sì che – una volta attirata l’attenzione – si riuscisse nell’intento di far porre all’osservatore qualche domanda ma.. temo questa sia un’altra storia.

Il corpo non è solo la parte più superficiale di una persona – beh ok, fisicamente lo è – ma è anche quello strumento che permette agli altri di vederci e ricordarsi chi siamo (sfido chiunque ad incontrare un conoscente e riconoscerlo per il nome che ha quando – non negatelo – nemmeno lo si ricorda). L’astrattista proverà a dipingere l’anima – ed è un discorso senz’altro intrigante – ma non è l’anima ciò che ci arriva di fronte stampato in bella mostra su riviste, giornali, cartelloni pubblicitari, tv, negozi e chi più ne ha più n metta. Sarebbe bello, sarebbe molto zen ma la realtà pratica è un’altra. Ecco quindi perché la mia attenzione finisce spesso lì e nello specifico sul corpo femminile. Con buona pace delle femministe più accanite il fatto è che la pubblicità è donna (esistono milioni di tesi a riguardo, non lo dico io) e la pubblicità è la prima forma d’arte (passatemi il termine) del presente.

Quindi guardate, ammirate anche ma.. ponetevi qualche domanda – poniamocene spesso – quando ci soffermiamo su qualcosa. Male non fa e, magari, si inizierebbe a censurare cose più dannose che un messaggio dipinto tra le linee di una donna.