Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Cogito ergo.. Bum!

Pubblicato: febbraio 12, 2014 in Uncategorized
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Guarda la tv, accendi il pc, vai a lavoro. Paga le tasse e vai in vacanza, possibilmente in bassa stagione. Assicura la macchina e la casa, ascolta la radio. Ricordati di leggere il giornale quando sei ancora a corto di caffeina e con il cervello in stand-by. Assimila tutto, fallo ogni volta che vuoi senza porti domande. Mangia leggero e fai colazione da Mc Donald.
Ricordati che sei una persona libera ma delega sempre qualcuno a prendere per te le decisioni basilari della giornata. Accendi un mutuo a tasso variabile, non preoccuparti della crisi. Compra sempre l’ultimo modello di iPhone, non si sa altrimenti per quanto potrai godere degli aggiornamenti e delle applicazioni gratis.

Non dire alla tua compagna che la ami, non a voce: mandale un sms. Pubblica su facebook tutte le tue foto, possibilmente taggando gli amici e con una bella faccina sorridente a chiudere il tutto. Sappi che su Mediaset Premium dal 2015 al 2018 la champions sarà in esclusiva. Vai in chiesa ma non leggere la Bibbia, lascia che te la racconti il prete. Non parlare in pubblico di cose serie, potrebbero ritenerti una persona superficiale. Vai a letto presto ma bevi responsabilmente. Scommetti alla Snai la mattina e gioca prima di addormentarti a poker in rete; il lotto è sempre disponibile dopotutto in tabaccheria.

Abbonati ad un mensile di benessere, vai in palestra e resta abbronzato tutto l’anno: le donne di strada apprezzano chi si tiene in forma. Depilati. Segui la maggioranza ed evita di appesantirti il cervello con dubbi inutili. Sorridi il meno possibile in privato, mantieni l’originalità in pubblico. Usa sempre citazioni famose, non scervellarti a buttare giù qualcosa di tuo. Se puoi non pensare, potresti passare per eversivo. Non opporti alla pubblicità, assecondala. Un bel culo ha sempre ragione e lo sai anche tu. Comprati un tablet ma stai lontano dalle biblioteche. Connettiti wireless, saluta gli amici via web. Non pensarci troppo. Non pensare.

Non pensare.

Bum.

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Quelle foto che non trovo più

Pubblicato: febbraio 11, 2014 in Uncategorized
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Ultimamente provo una discreta insofferenza verso le foto patinate che inondano quotidianamente qualsiasi genere di media: da internet alla televisione passando per i manifesti od i trailer cinematografici. Non riesco a capire che cosa ci si di bello nel totale annullamento dell’imperfezione, nel surclassare il realismo in cambio di una sterile campionatura di microscopici pezzetti di carne ormai ignari di quello che avrebbe dovuto essere il proprio posto.

A me piacciono le foto sbagliate, quelle un po’ mosse con la messa a fuoco tarata così sul momento. Quelle immagini che parlano di un momento vero che difficilmente ritornerà uguale a come è stato. Amo quelle sbiadite un po’ rovinate dal tempo. Mi fanno morire ogni volta che mi capita di vederne in giro per ogni dove. Forse è una sorta di malattia, un qualcosa da cui dipendo sotto il profilo estetico ed emotivo. Forse, ma non me ne può importare di meno.

Provo una qualche forma di compassione per chi si nasconde dietro quegli effetti bellissimi ed articolati, chi crede che siano quelli gli scatti che li rappresentino al meglio. Che riescano a pensare di essere davvero così. Oddio la finzione può essere sul serio il ritratto di qualcuno ma.. questa è un’altra cosa. E’ maledettamente triste eppure più comune di qualsiasi altro comportamento standardizzato. Una moda delle immagini fotografiche, da sbandierare una identica all’altra ma con nomi diversi.

Io sono unica, lo vedi?
Sono la dea della notte.
Sono sola e vestita di niente,
ma con le mie amiche.
Nessuno mi capisce
ma le amike perfette sono bellissime.
Sono perfetto da sotto il mio ciuffo
guardandoti dal basso verso l’alto.
Emotivo statico depresso bellissimo
ma devo farlo vedere a tutti.
Nessuno capisce nessuno
ma tutti, qui, guardano me.

Che ci credano sul serio i ragazzini, avranno il tempo di crescere più avanti. Che ci credano le vecchiette addobbate come una strobo da discoteca all’età di quasi due terzi di secolo. Che ci credano tutti, viva le foto banali che si fanno con i cellulari davanti allo specchio. Facciamo vedere sui social media quanto siamo tutti diversi.

Che amarezza.

Rapporti gay

Pubblicato: febbraio 10, 2014 in Uncategorized
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Avevo pensato di inserire un lunghissimo post a riguardo, poi ho pescato questo.
Ascoltate e guardate.
Direi che ci sia dentro qualsiasi cosa da tenere a mente.

Punto.

Dall’idea alla critica

Pubblicato: febbraio 10, 2014 in Uncategorized
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Just do IT

C’è chi dice che l’arte non sia politica. Per quanto sarebbe bello potersi esprimere in questi termini non riesco, mio malgrado, a pensarla allo stesso modo. Quando ti dedichi ad un lavoro in questo ramo l’unico scopo che puoi prefiggerti di raggiungere è quello di trasmettere emozioni. Non conta nient’altro: la tecnica, i colori, le parole. I suoni. Niente.
L’emozione è l’unico tipo di target che non può – né deve – essere lasciato indietro.  Ma torniamo al punto.

Tutto nasce immancabilmente da un’idea, diretta od indiretta poco cambia, il resto è un cercare di seguirla provando a perderne la minor “quantità” possibile. Idea alla base ed emotività alla fine. Questo binomio è ciò che rende l’opera – qualsiasi essa sia – umana e rilevante. Certo, il lavoro in sé non può dare giudizi ma – questo sì – è inevitabile che chi ci stia dietro considerazioni ne abbia. Non fosse così non si cercherebbe di tirare in ballo il pubblico. Si farebbe semplicemente dell’altro.

Un artista ha il compito tirare in ballo il pubblico, di renderlo partecipe di quella che è la propria visione delle cose, del mondo che ci circonda. Si può provare a non dare giudizi, di sottoporre la realtà per quella che semplicemente è. Ma non è così semplice. Faccio un esempio pratico usandomi come spunto. Se ricreo un’opera di nudo, un’idea sociale o qualsiasi altro contesto, il mio primo impulso sarà quello di sottoporre alla vostra attenzione quello che è il mio punto di vista sull’argomento prescelto. Personalmente trovo più importante porre delle domande in chi si ritrova ad essere il mio referente più che dare risposte. Nel momento in cui, riprendendo il nudo, condivido od espongo un lavoro basato sull’erotismo il mio intento non è quello di far vedere il corpo per quello che è. Lo sto utilizzando come strumento per arrivare alla vostra attenzione. Farvi chiedere per prima cosa quella domanda – siamo sempre lì – perché?

Se riuscirò nel mio scopo allora vi farò fare un ragionamento, ed è lì che l’arte diventa politica. Nel bene e nel male intendiamoci. Da autodidatta il mio modo di interagire è quello di criticare il contesto in cui vivo, è più forte di me. Un nudo può essere il modo di porre all’attenzione lo sfruttamento del corpo femminile così come l’utilizzo di uno slogan pubblicitario quello di creare il presupposto mediatico per una critica socio-economica.

Intendiamoci – parlo al personale essendomi utilizzato come esempio – non è che mi piaccia, solo non posso negare che il procedimento sia questo. Se vi sottopongo un problema allora – se (il condizionale è d’obbligo) sono stato bravo – sarò riuscito a far arrovellare il cervello a qualcuno. Questa – ahimé – è la prima forma di politica che esista. Chiamiamola pure opposizione al sistema, definiamola come vogliamo ma il punto resta sempre quello. Perché dico questo? Semplicemente per il fatto che mi sono stufato di sentir parlare artisti come persone estranee al proprio contesto culturale, come automi quasi non-senzienti. Per autocritica, anche.

Le risposte le lascio a voi, mi limito al cercare le domande giuste (per me).

Aiuto ai naviganti

Pubblicato: febbraio 8, 2014 in Uncategorized
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Butto giù una sorta di memorandum, una piccola nota di viaggio (chiamarlo consiglio lo troverei eccessivo) che spero possa tornare utile a chi – come me – abbia tra le proprie passioni qualsivoglia contesto artistico. Pittura, musica, scrittura.. cose così insomma; quel tipo di “spauracchi” vintage che spingono la gente a spremere un po’ di sana e vecchia materia grigia.

Probabilmente vi sarà già capitato di informarvi sui modi in cui sia possibile esporre/fare live/pubblicare, se la risposta è sì saprete già cosa potreste leggere a breve.  Troverete una miriade di possibilità di fronte a voi, tante belle parole e promesse. Attenti. Se c’è un ambito pieno di trappole è proprio questo. Se avete il dubbio di essere – o stare per – incappare in una di esse tenete a mente questa piccola ma essenziale regola di base:

Non accettate offerte da terzi (se a pagamento a maggior ragione) con l’esca aumenterà la vostra visibilità. Lo dicono praticamente tutti, dagli enti locali fino alle gallerie più o meno – nella maggior parte dei casi “meno” – importanti, dalle riviste passando per eventi di svariata natura.

Il mercato dell’arte non è in crisi perché l’economia va a rotoli da tempo, affatto. L’arte intesa come “bene” è da sempre ritenuta un settore di lusso e, come tale, chi prima aveva i soldi per permettersela, oggi li ha comunque. Il vero problema è che l’artista oggi è considerato il cliente dai soggetti sopra elencati e non il motore dell’intero sistema, nel momento in cui accettate questo tipo di proposte accettate di pari passo il sistema che vi vede penalizzati.

Esiste internet, portali, network dedicati a questo e la visibilità la ottenete gratis facendo quello che fate ed il passaparola darà spazio ad ognuno di voi. Se proprio dovete investire denaro per continuare a seguire quella che è – giustamente – la vostra ambizione fatelo con il vostro tempo ed i materiali che vi occorrono, non vi serve altro.

Detto questo tenete duro, sempre e comunque. Lo dovete a voi stessi e, altrettanto, alle persone che tramite i vostri lavori potreste stimolare; in senso emotivo ma – anche – magari a mettergli in testa la pulce di provare a fare arte a propria volta. Quella è una soddisfazione come poche altre.

In bocca al lupo,

Buongiorno!

Pubblicato: febbraio 7, 2014 in Uncategorized

La sveglia non suona, ci pensa il maltempo a farlo. Pioggia sui vetri, clacson che suonano a ripetizione per code che si formano immancabilmente quando la tua città – Genova parlando al personale – si allaga immancabilmente alle prime gocce dell’alba. Giù di caffè per fronteggiare la giornata in arrivo, poi via. Fuori.
Coda alla Vodafone per un terminale che implode al mio ingresso, coda per sostituire un casco da moto che mi ha lasciato giusto ieri. Coda per aggiornare la dose di caffeina. Acqua a piovere – è il caso di dirlo – a ricordarmi di ridere e ad anticipare l’ennesima coda per ritirare un pacco regalo per un’amica.
Arrivo a casa a nuoto, scolo, e pieno di belle speranze, guardo l’ora: 10,30. Il sorriso scema, poi un pensiero: devo ancora andare a lavoro, uscirò che è quasi notte. Il sorriso sparisce.

Cito un saggio senza nome: Se il buongiorno si vede dal mattino allora.. vaffanculo.

RespirandoLi a pieni polmoni

Pubblicato: febbraio 6, 2014 in Uncategorized

Giornata finita, ore di lavoro andate. Dovrebbero esserci tutti i presupposti per arrivare a casa, buttar giù due bocconi per riempirsi lo stomaco e svaccarsi sul divano. Non so voi ma, al momento, personalmente non svolgo un lavoro (ufficiale) molto appagante o stimolante; finisce che, per stanchezza cedo all’istinto primordiale dell’Homo Italicus di accendere la televisione.
Maledetto telecomando.

Sto finendo di inghiottire un pezzetto di dolce, giusto per donare una nota gradevole ad una giornata fondamentalmente inutile, ed ecco che appare una figura estremamente di moda in questi giorni: No, non Belen, avrei preferito sinceramente. La Boldrini. Non avrei nulla contro di lei, non a livello personale almeno, se non fosse per il fatto che mi sta saltando fuori praticamente da ogni parte. Cellulare, posta elettronica; radio. Mancava giusto la televisione.
Inizio a pensare che a breve – stile Radiomaria – i citofoni dello stivale inizieranno a rispondere con la sua voce.

La cosa mi fa riflettere, a mente fusa (confesso), su un particolare: ha subito violenze – dice – in parlamento.  Insulti e provocazioni sul web.  Porcaccia-vacca (penso) ed io che mi lamento di una giornata di lavoro sottopagata passata inutilmente. Poi mi fermo. Violenze. Proprio questa parola è stata usata. Eppure mi risulta che nell’ultima “stagione” (passatemi un termine calcistico ma, visto come gira, lo trovo appropriato) mi risulta che solo una donna fosse stata picchiata realmente. Eppure – rullo di tamburi – non era lei! Mi riferisco alla deputata del M5S che si è ritrovata spettatrice involontaria – e non pagante – di un incontro di boxe italiana, ma non ho sentito la suddetta piangere ai quattro angoli del pianeta per quanto accaduto.
Ma allora perché tutto questo casino?

Manipolazione mediatica? Presa in giro – ennesima – agli italiani? Slittamento dell’uscita di una nuova serie-tv sui parti in piscina da parte di sedicenti ragazzine ignare? Una domanda che vi giro, resta il fatto che domattina la mia sveglia suonerà come ieri ed i giorni precedenti per ricordarmi di dover fare i conti in tasca (a me stesso) per arrivare a fine mese. Quasi quasi avrei voglia di farmi insultare via web per finire – ad honorem – in un incontro di boxe clandestina in parlamento.

Dite che accettano scommesse?

Definizioni all’itaGliana

Pubblicato: febbraio 5, 2014 in Uncategorized

Siete fascisti. Voi probabilmente non lo sapete, ma è sicuramente così. Non chiedetemi il motivo, lo siete perché dovete esserlo. Questo è il modo in cui girano le cose ultimamente in quel “dello stivale”. Anni fa mi ricordo che dare del fascista a qualcuno era un insulto, qualcosa di grave tanto da rischiare di incorrere in denunce ed affini.E non parlo del dopoguerra o negli anni ’60, non ero ancora nato.
Oggi si è fascista nel preciso momento in cui si crea una minoranza (ipotetica di qualunque tipo) in grado di contrapporsi ad una maggioranza (di qualsiasi altro tipo). La gravità? Semplice, ognuno di voi – me in primis – fa parte di una minoranza qualsiasi. Non è necessario avere una svastica tatuata od una croce uncinata per trovarsi in uno schieramento a rischio. Magari fosse così semplice.

Non sei iscritto ad un sindacato? Ti rifiuti di votare per l’ennesima volta uno qualsiasi dei due partiti riconosciuti? Soffri di asma? Sei allergico all’aspirina? Attenti a cosa rispondete. Potrei fare milioni di domande a partire dal colore della pelle per arrivare all’essere favorevole alla sperimentazione animale. Quello che conta è da che parte del muro ci si trovi.

Il punto è che siamo tutti parte di una minoranza qualsiasi, l’importante è che non ci si aggreghi, il non aver una voce comune. Oggi come oggi esistono soltanto due partiti aventi voce, Pd e Pdl se non ne fai parte sei chiamato fuori. Qualsiasi altra forza deve necessariamente aggregarsi ad una delle due vecchie glorie per avere una qualsiasi voce in capitolo. La contraddizione? Beh, il doversi uniformare alla linea. Puoi prendere anche 9 milioni di voti (circa) ma se non patteggi – usiamo un termine legale, perché no – sei fascista. Non lo dico io, cito solamente un super partes (No, non Augias, vogliate scusarmi) ma un giornalista che sicuramente conoscono giovani e meno giovani.

Enrico Mentana ricorda quando venticinque anni fa la Lega si affacciò con prepotenza (e con toni in alcuni casi analoghi a quelli dei 5 Stelle) sulla scena politica italiana. “Allora la consegna era che del Carroccio non bisognava parlarne. E quello sì che è fascismo vero”

Attenti a dissentire o dargli ragione, potreste diventare fascisti dall’oggi al domani; siete italiani dopotutto, no?

Iniziamo da qui

Pubblicato: febbraio 5, 2014 in Uncategorized
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Stiamo andando alla deriva col benestare di tutti, o quasi; ci stanno togliendo l’aria dai polmoni giurandoci un futuro. La libertà di comunicazione è morta tempo fa e sul web l’unica via d’espressione “libera” – si spera – sono rimasti i blog. Ed eccomi a crearne uno.

Sono sempre stato scettico a riguardo, ho sempre avuto una certa diffidenza verso questo tipo di comunicazione “uno a molti” ma, al momento non trovo altre strade. Mi occupo di arte e comunicazione da oltre dieci anni e, anche per questo, ho perso completamente fiducia in ogni tipo di media: non so come andrà a finire ma.. come si suol dire “da qualche parte bisogna incominciare”.

Questo primo appunto vuole essere per me un piccolo promemoria, qualcosa da tenermi stretto nei giorni a venire, quell’idea secondo la quale nel preciso momento in cui si ha qualcosa da dire è bene farlo senza starci troppo a pensare. La giro anche a voi in caso possa tornarvi utile, stimolare qualche sinapsi ad interagire nello smuovere questo piattume nel quale ci stiamo auto-confinando a vivere per il resto dei giorni. Ecco fatto.

Iniziamo, inizio, da qui

think now

ink on a4 paper
Filippo Vassallo 2013