Archivio per luglio, 2015

E se poi finisce tutto

Pubblicato: luglio 7, 2015 in Uncategorized
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Come spesso succede il giorno finisce e mi ritrovo faccia a faccia con quanto resta della mia – già precaria – materia grigia. Arriva il momento topico delle riflessioni, di quell’insieme di pensieri e sensazioni che durante il tram-tram quotidiano non si ha nemmeno il tempo di capire davvero.
Mi han chiesto quando riprenderò a scrivere, realizzo in tutta risposta che non riuscirò mai a mettere insieme tempo sufficiente per mettere insieme un altro libro, figuriamoci un diario.
I detti hanno molta più ragione di esistere dei paroloni con la quale la gente si finge raziocinante. La butto lì, per capirci, avete presente la famigerata frase “tutti i nodi vengono al pettine”? In questo periodo mi sto rendendo pienamente conto di quanto sia una verità a dir poco assoluta. Si può cercare di superare qualsiasi cosa ma, prima o poi, questa ti raggiunge alle spalle e ti ricorda di non essersi affatto dimenticata di te. Una cosa da restarci secchi.
Sto scoprendo, mio malgrado, che adattarsi ad una vita normale comporta inevitabilmente il mettere da parte i buoni propositi per grattare dal fondo del barile i cattivi.
Il giorno finisce ma non se ne va via per conto suo, affatto; si porta con sé tutte le considerazioni ed aspettative della nottata precedente. Quell’insieme di idee alle quali ti aggrappi disperatamente la notte (per lo meno io) per cercare di addormentarti più facilmente. Eppure, anche prendendone atto, so per certo che anche questa notte il mio “iter” notturno non cambierà di una virgola. Dovrei iniziare sul serio a contare le pecore, altro che storie.

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Nella mia vita ho avuto la fortuna di vedere un milione di cose, ci è voluto parecchio tempo intendiamoci; non è roba che metti insieme in quattro e quattr’otto. Trent’anni e qualche cosa a volerla dire proprio tutta. Buona parte è trascurabile, altrettanta sono errori. Poi c’è quel piccolo orticello di eccezioni per le quali vale la pena alzarsi dal letto la mattina.
Il silenzio del buio in una stanza mentre il resto della città fuori dalla finestra pare trovarsi a migliaia di chilometri di distanza. Il soffio di un vecchio ventilatore sgangherato che ti rinfresca la pelle fradicia di sudore. Cose così piccole che passano in sordina se non si ha un attimo di tempo per mettersi a cercarle. Il trucco credo che sia tutto qui, mettere insieme milioni di attimi per racimolare milioni di piccole cose. Ecco fatto.

La verità è che mi piacciono i dettagli. Non che siano tutto questo granché a voler vedere ma è grazie a loro se una cosa la consideriamo o passiamo oltre senza batter ciglio. Un odore, una piccola macchia od un sassolino nella scarpa. Metti caso che stai camminando per la tua strada lungo il marciapiedi e senti questo fastidio sotto il piede. Il semaforo per i pedoni è verde, le strisce sono lì a pochi metri ma rallenti il passo, magari inveisci contro il tuo cane per la precedente passeggiata sulla spiaggia, e te lo togli. Proprio in quel momento una macchina passa col rosso e ti avrebbe falciato senza ombra di dubbio. Il sasso ti ha salvato, od il cane. Dettagli. Capite adesso?